Il 30 giugno, coi primi caldi seri, arriva al Dojo Ikendenshin, l’opportunità di valutare i frutti del percorso formativo per coloro che dal settembre 25 si sono approcciati per la prima volta al Kendo.
L’esame interno mira principalmente ad assegnare un grado Kyu al lavoro fin qui svolto, ma anche a preparare gli allievi a quello che a breve sarà il loro primo esame federale, dinnanzi ad una commissione sconosciuta, in un contesto più ampio, in occasione di un grande seminario stagionale, da qualche parte in giro per l’Italia.
Il programma annunciato, ricco di prove, e tecnicamente veramente completo, dà subito una sensazione di grande serietà che contribuisce a scaldare ancora di più l’atmosfera già rovente a causa della temperatura estiva. C’è gioia e tensione nell’aria, insomma: nei momenti preparatori si sorride, e si suda già un pò.
Tre candidati, tre esaminatori ed un drappello di sempai pronti a dare aiuto laddove necessario; tutti emozionati, naturalmente in modo molto diverso tra loro, ma uniti da questa sensazione che conferma ancora una volta quanto un Dojo sia un bellissimo insieme di energie che si incontrano, si uniscono e si restituiscono ai singoli, in qualche modo sempre ingrandite, moltiplicate.
Ma veniamo alla prova: tanti Suburi, alcuni Kata, Uchikomi, Kirikaeshi, Jigeiko… insomma veramente un esame completo, una sana, alta pretesa, come sempre ci si aspetta da un istruttore attento qual é Alessio, e dagli allenatori Alberto e Gino che con lui compongono la commissione.
Si intravede una comprensibile preoccupazione tra i tre candidati, che sono una perfetta rappresentazione della democraticità assoluta del Kendo. Diversissimi per età e fisicità Orio, Ksenia e Liam confermano che il Kendo é veramente per tutti e che pone ad ognuno la sfida principale con sé stessi prima ancora che quella (solo apparentemente più oggettiva) con gli altri.
Si parte: coraggio impegno sudore, tutti danno il massimo; si impara un pò di più a gestire le emozioni che sempre gli esami portano a qualsiasi livello, e si raccolgono i giusti frutti di tanto lavoro dei mesi precedenti. In realtà, i passaggi di grado sono un grande contributo che ognuno dei praticanti conferisce alla crescita dell’intera comunità prima ancora che alla propria personale, ma questo avviene naturalmente, quasi senza accorgersene a confermare la meraviglia di questa arte marziale.
Finita la prova, i sorrisi diventano pieni, la tensione cala con l’orgoglio che cresce, é ora di festeggiare: dopo il conferimento dei diplomi che attestano ad ognuno una correttissima valutazione, l’immancabile daini dojo suggella con leggerezza amicizie nate nella fatica.


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