La mente immobile

Il termine Fudōshin (不動心) è uno dei concetti psicologici e spirituali più elevati delle arti marziali e della filosofia zen. Si traduce comunemente come “Mente Immobile” o “Cuore Inamovibile”.

I Kanji

  • (Fu / Bu): è il prefisso di negazione. Significa “non”, “senza”, “mancanza di”.
  • 動(Dō): significa “muovere”, “agitare”, “spostare”. È lo stesso kanji che indica l’azione fisica. (Attenzione, NON è lo stesso kanji che troviamo nella parola Kendo 剣胴)
  • (Shin / Kokoro): “cuore”, “mente” o “spirito”.

Il significato nel Kendo e nello Zen

Unendo i caratteri, otteniamo letteralmente “Mente che non si muove”.

Non significa, però, avere una mente rigida, bloccata o testarda (quella sarebbe una mente “morta”, chiamata Shishin). Al contrario, il Fudoshin è uno stato di totale imperturbabilità fluida. Significa avere un centro interiore così solido e radicato che nessuna influenza esterna – che sia la minaccia della spada avversaria, la paura, il dubbio o la rabbia – può farlo vacillare.

Nel Kendo, se l’avversario fa una finta e la tua mente “si muove” (cioè ti spaventi e reagisci prematuramente perdendo la postura), vieni colpito. Se mantieni il Fudoshin, vedi l’azione per quello che è, assorbi la pressione e rispondi con perfetta lucidità.

L’applicazione pratica

Questo concetto filosofico è la chiave per combattere l’incostanza e mantenere salda la focalizzazione. Avere Fudoshin fuori dal dojo significa non lasciarsi trascinare via dalle distrazioni.

Folklore

Spesso, la Fudōshin, viene associata alla divinità buddhista Fudō Myō-ō (il protettore dei samurai che siede tra le fiamme rimanendo imperturbabile).

Molti yokai (creature sovrannaturali, spiriti e mostri del folklore giapponese) emettono un’aura di male puro che può “congelare” il cuore di un uomo comune. Il samurai con la mente immobile non vacilla; la sua volontà è come una roccia che non viene spostata dalla corrente.
Nella leggenda del Gatto Vampiro di Nabeshima (鍋島化け猫騒動, Nabeshima Bakeneko Sōdō, una delle leggende del folklore giapponese più famose del periodo Edo) il soldato Ito Soda usa il dolore fisico per mantenere la mente vigile, ma è la sua determinazione spirituale (una forma di Fudōshin) a permettergli di resistere al sonno magico che aveva sconfitto tutti gli altri.


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